L’ABC del buon proprietario

Home > L’ABC del buon proprietario

Al giorno d’oggi tutti possono diventare, acquistando o adottando, proprietari di un animale. Questo però non li rende in automatico dei padroni ideali.

E allora mi sono chiesta

Che cosa rende un proprietario un buon proprietario?

Purtroppo gli animali vengono definiti una proprietà, un oggetto da possedere e non degli essere viventi con diritti che vanno rispettati. Io, ad esempio, ho quattro conigli ma per lo Stato cambia poco che siano quattro conigli o quattro lampade. I diritti sono i medesimi.

Tralasciando ciò, si può davvero dire che il semplice fatto di “avere il possesso di qualcosa” renda automaticamente una persona un ottimo proprietario? Per mia esperienza non è proprio così.

Facciamo così: provo ad elencarvi cosa per me è imprescindibile per essere un proprietario almeno decente e vediamo che ne esce.

  1. Amare gli animali. Troppo scontata? Si parla però di rispetto e di accettare pregi, difetti, inclinazioni di razza e/o specie e vi assicuro che non è così scontato. E nel rispetto ci mettiamo che deve accettare che un animale è nato per fare. Noi viviamo con animali addomesticati, frutto di manipolazioni da parte dell’uomo. Tranquilli che il coniglio ariete dalle lunghe orecchie non lo trovate in giro per la pianura padana. Nonostante questo l’animale ha mantenuto, in modo meno marcato di un selvatico, l’istinto e bisogna rispettarlo e dargli spazio.
  2. Informarsi. Fondamentale, non smetterò mai di ripeterlo. Un buon proprietario deve informarsi in maniera minuziosa sull’animale che vuole accogliere in casa. Ad esempio:

                  Mi sono preso/a un petauro dello zucchero però ogni settimana devo tagliargli le unghie se no mi graffia ogni volta che mi si arrampica addosso

    Ecco, mi sa proprio che non hai capito che tipo di animale ti sei preso/a. Il petauro dello zucchero    è un animale arboricolo che passa le sue giornate a scalare piante e liane. Forse che madre natura  gli ha dato le unghie per un motivo?

  3. Garantire i bisogni basilari. E qui parliamo di cibo di buona qualità, acqua, un riparo e la possibilità di dar sfogo alle proprie peculiarità.
  4. Dare cure mediche.  Ci dedichiamo un punto suo per quanto dovrebbe andare sotto il cappello dei bisogni basilari. Ogni animale necessita di cure mediche adeguate, di un profilo vaccinale corretto, dell’uso di antiparassitari idonei e di essere seguito da veterinari specifici a seconda della specie.
  5. Essere consapevole. La consapevolezza deriva dal conoscere l’animale che si sta andando ad adottare/acquistare. Non si può pensare, ad esempio, che un segugio italiano non passi l’intera passeggiata con il naso a terra solo perché voi volete farvi una bella camminata veloce o che un geco notturno se ne starà spaparanzato al sole da mattina a sera così lo potrete osservare per tutto il tempo o che un coniglio non rosicchi qualsiasi cosa gli capiti a tiro perché non volete vi rovini casa. Prendere un lapino con l’aspettativa che sia poco impegnativo, poco interattivo, a suo agio a stare in gabbia e che si farà prendere in braccio senza problemi è sintomo di ignoranza. Non sono giocattoli che possiamo usare quando ci fa comodo e non sono dei riempitivi per le nostre mancanze.
  6. Scegliere di prendere un animale per avere qualcosa in più. Anche qui il concetto è complesso. Non si può pensare di prendere un animale per colmare delle mancanze.

    Mi prendo un coniglio perché purtroppo soffro nel non poter avere figli

    Questa è una delle motivazioni più sbagliate per intraprendere un percorso con un animale perché si scaricano su di lui emozioni tipiche del rapporto persona – persona e non persona – animale. Spesso e volentieri si incappa nell’errore di umanizzarli, andando a snaturarli completamente.  Gli animali sono meravigliosi proprio perché sono animali.

 

Tirando un po’ le fila: il proprietario ideale è colui che riesce ad apprezzare tutte le sfaccettature del proprio animali, consci del fatto che in alcuni casi sia necessario perseguire dei percorsi comportamentali con l’obiettivo di migliorare il rapporto padrone – animale ed instaurare fiducia.

È un argomento che mi sta molto a cuore perché scegliere di limitare l’indole del proprio animale è per lui estremamente frustrante e per noi contro producente.

 

Io cerco di seguire questi sei punti e di migliorarmi giorno per giorno come proprietaria di animali.

E voi?

Share This Post